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WSOP 2026: Sammartino 4° nel Dealers Choice. Le Mani Chiave contro Madsen

Di Caf6 giugno 2026
WSOP 2026: Sammartino 4° nel Dealers Choice. Le Mani Chiave contro Madsen

Dario Sammartino 2026: La Lezione del Dealers Choice e lo Scontro con Madsen

Venti varianti. Venti modi diversi per rovinarsi la giornata o per scolpire il proprio nome nella storia del poker. Chi gioca esclusivamente a Texas Hold'em fatica a comprendere l'agonia mentale e la fatica fisica di un torneo Dealers Choice. Non basta saper calcolare le ; devi resettare il cervello a ogni cambio di bottone. Passare dal calcolo delle out in un board di Omaha Hi/Lo alla lettura psicologica pura di un in .

È in questa arena per gladiatori polivalenti che Dario Sammartino ha deciso di ricordarci, per l'ennesima volta, di che pasta è fatto. Il suo percorso all'Event #20 delle non è solo la cronaca di un "quasi ". È un masterclass di sopravvivenza, tecnica e puro attributo ai tavoli verdi.

Il Riassunto dell'Event #20: Dario Sammartino alle WSOP 2026

All'Event #20 delle WSOP 2026, il torneo $1.500 Dealers Choice, Dario Sammartino ha conquistato un eccellente quarto posto. La vittoria e il quinto braccialetto in carriera sono andati allo statunitense Jeff Madsen, che ha dominato il tavolo finale eliminando proprio il campione azzurro nelle fasi decisive.

Il Redraw Infernale e l'Arte dello

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Immagina di arrivare al final day di un evento WSOP. Ti siedi, guardi il redraw e scopri di avere il chipleader Philip Wess due posizioni alla tua destra, e una volpe dei come Jeff Madsen due posizioni alla tua sinistra. In un torneo dove la posizione cambia drasticamente di valore a seconda della variante scelta, essere "paninati" tra stack enormi e giocatori storici è la ricetta perfetta per il .

Ma Sammartino non è un di primo pelo. L'azzurro parte a testa bassa, aggredendo proprio nelle varianti split-pot, quelle dove l'obiettivo non è accontentarsi della metà del piatto, ma azzannarlo tutto.

In una mano cruciale di Stud Hi/Lo contro Luteng Li, Dario piazza uno Scoop magistrale. Chiude una scala al sei — immaginate una combinazione come 65432 — che in questa specifica variante è un'arma letale, perché vale sia come punto alto (scala) sia come punto basso (six-low).

Cosa impariamo qui? Nei giochi split-pot, giocare mani che hanno il potenziale di vincere solo metà piatto (il cosiddetto getting quartered o giocare solo per il low) è un errore da principianti che drena il tuo bankroll. Sammartino seleziona che possono connettersi in entrambe le direzioni. Vuole tutto il piatto. E lo prende.

L'Incubo Chiamato Jeff Madsen: Mindset e Controsorpassi

Se c'è un giocatore che ha segnato il torneo di Sammartino alle WSOP 2026, quello è Jeff Madsen. Tra i due è nata una vera e propria partita a scacchi all'interno del torneo.

Prima è Madsen, pur essendo corto in stack, a infliggere uno scoop doloroso a Dario. In un torneo normale, subire un colpo del genere da uno ti fa vacillare. Inizi a forzare, vuoi recuperare le fiches perse contro quello specifico avversario. È l'ego che prende il controllo.

Dario spegne l'ego. Aspetta il momento giusto, che arriva puntuale in una mano di Stud Hi/Lo . Attenzione alla sfumatura tecnica: nel formato "Regular", i punti low si qualificano anche senza il vincolo di dover avere carte dall'otto in giù. Le regole cambiano, le frequenze di si alterano. In questo scontro, Dario si prende la rivincita e "scoopa" Madsen chiudendo una doppia coppia formata da TT e 22, accompagnata da un low al 10.

Vincere un piatto intero in Stud con doppia coppia e un 10-low dimostra quanto i range si allarghino e quanto sia fondamentale leggere la forza della propria mano in relazione al board esposto dell'avversario. Non serve il nuts assoluto; serve la mano migliore in quel preciso istante.

Dal Badacey al Badeucey: Il Tavolo Finale che Non Perdona

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Al primo vero break di giornata, la tensione è palpabile. Si forma il final table ufficioso. Sammartino è quarto nel chip count con 2.870.000 fiches (circa 14 Big Bets, un parametro fondamentale nei giochi Limit). Madsen è più indietro, sesto con 1.245.000 fiches, ma è qui che lo statunitense inserisce una marcia che sfiora il paranormale.

Madsen sale in cattedra. Sfrutta ogni singola debolezza del tavolo, elimina Dan Geyser in ottava posizione e inizia a costruire una muraglia di fiches. Nel frattempo, Dario vive una fase di stallo. Dopo l'uscita di Kelvin Zhao, l'italiano scivola all'ultimo posto tra i cinque superstiti.

È in questi momenti che il poker live ti scava dentro. Le carte non girano, i bui ti erodono lo stack, gli avversari sembrano intoccabili. Dario trova ossigeno nel Badacey, un gioco split-pot ibrido che mescola e . Con un paio di mani giocate alla perfezione, risale e va in pausa cena in terza posizione.

Ma la pausa cena non raffredda Jeff Madsen. Al ritorno ai tavoli, l'americano è un rullo compressore. Passa da 6 milioni a 9, poi a 10 milioni di fiches, disintegrando le speranze di Clayton Mozdzen, eliminato in quinta piazza.

Il sipario per Dario cala nella variante del Badeucey. È un cugino cattivo del Badacey, dove il punto basso si calcola come nel 2-7 (gli assi sono carte alte). Madsen, ormai in totale "", trova il colpo di grazia. Sammartino si arrende al quarto posto. Un risultato amaro se si pensa al sfiorato, ma monumentale per il livello tecnico espresso. Madsen andrà poi a vincere il suo quinto braccialetto in carriera.

L'Italia che Gira: Oltre Sammartino

Mentre Dario teneva incollati agli schermi migliaia di appassionati, il resto della truppa italiana non è rimasto a guardare. Nelle retrovie delle sale di Las Vegas, Quintavalle e Benso hanno macinato gioco trovando passaggi chiave nel torneo Big O (Omaha Hi/Lo a 5 carte), mentre altri tre italiani si sono garantiti il day successivo nel massiccio Monster Stack. Una dimostrazione che, sebbene Sammartino sia la punta di diamante, il movimento azzurro è vivo, respira e combatte.

Cosa Studiare da Questa Deep Run?

Per gli studenti di ScuolaZizi, l'avventura di Dario Sammartino alle 2026 non deve essere solo una notizia da leggere, ma un caso studio da vivisezionare:

  1. La Flessibilità è il Nuovo : Saper giocare a Texas Hold'em in modo eccellente oggi è il minimo sindacale. Se vuoi trovare field più morbidi o competere per i titoli più prestigiosi, devi aprire i libri di Badugi, , Stud e Omaha. Il Dealers Choice premia chi non ha buchi nel proprio arsenale.
  2. Adattamento alle Regole Locali: Lo Stud Hi/Lo ha dinamiche diverse dallo Stud 8-or-better. Conoscere le sfumature (come l'assenza del qualificatore per l'8) ti permette di estrarre valore da giocatori che applicano meccanicamente le regole standard.
  3. Gestione del da Split-Pot: Farsi "scoopare" da un avversario che magari ha sculato un al è una delle esperienze più frustranti del poker. Dario ha dimostrato che la rabbia va convertita in focus. Si incassa il colpo, si ricalcolano le Big Bets a disposizione e si aspetta lo spot successivo.

Il quarto posto fa male, certo. Ma nel poker, come nella vita, non si giudica un giocatore solo dal trofeo alzato, ma dalle battaglie che ha scelto di combattere. E in quel tavolo di squali, tra carte scoperte, mazzetti da pescare e varianti assurde, Sammartino ha dimostrato, ancora una volta, di essere uno dei migliori interpreti di questo gioco spietato.


FAQ: Domande Frequenti sul Dealers Choice

Cos'è esattamente un torneo Dealers Choice? È un formato di torneo in cui, a ogni giro di bottone, il giocatore in posizione di Dealer sceglie quale variante di poker si giocherà per l'intera orbita. Alle WSOP, il menù comprende solitamente circa 20 giochi diversi, spaziando dai classici formati (Hold'em, Omaha) ai giochi Draw e Stud.

Qual è la differenza principale tra Badacey e Badeucey? Entrambi sono giochi split-pot con tre scarti (Triple Draw) in cui metà piatto va alla migliore mano Badugi (4 carte di semi e valori diversi). La differenza sta nella seconda metà del piatto: nel Badacey vince la migliore mano low stile A-5 (l'Asso è basso), mentre nel Badeucey vince la migliore mano low stile 2-7 (l'Asso è sempre una carta alta).

Perché i giochi split-pot sono considerati così complessi per il bankroll? Nei giochi come l'Omaha Hi/Lo o lo Stud Hi/Lo, se giochi costantemente mani che possono vincere solo una metà del piatto, a lungo termine perderai fiches a causa della (nel ) o semplicemente non riuscirai a coprire il costo dei bui/ nei tornei. L'obiettivo tecnico primario è entrare nei piatti con mani che hanno un'alta probabilità di fare "", ovvero vincere sia la parte High che la parte Low.


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