WSOP 2026: Sammartino domina Deeb al PPC, Isaia chipleader a un passo dal braccialetto!

WSOP 2026: Sammartino domina Deeb al PPC, Isaia chipleader a un passo dal braccialetto!
Vegas a fine giugno ha un odore inconfondibile. Un misto di moquette stantia, aria condizionata tenuta a temperature polari e adrenalina bruciata. È il momento in cui i turisti iniziano a cedere il passo ai professionisti consumati, quelli che hanno gli occhi segnati dalle notti insonni e il polso fermo di chi sa esattamente cosa sta facendo. E in questo scenario, le WSOP 2026 ci stanno regalando una narrazione a tinte forti, o per dirla alla Spalletti, una storia di "uomini forti, destini forti".
Da una parte abbiamo il torneo dei tornei, il vero campionato del mondo per chi respira carte a 360 gradi. Dall'altra, la corsa forsennata verso l'oro in una delle varianti più tecniche in circolazione. E al centro di tutto? L'Italia.
Sammartino PPC WSOP 2026: La lezione di Stud H/L contro Shaun Deeb
Il Day 1 del $50.000 Poker Players Championship alle WSOP 2026 ha registrato 87 iscritti finora, con Matt Glantz chipleader a quota 989.000 gettoni. Dario Sammartino si è distinto nel PPC WSOP 2026 dominando Shaun Deeb in una cruciale mano di Stud H/L, mentre pluricampioni come Michael Mizrachi e Dan Cates sono già stati eliminati dal torneo freezeout.
Se chiedete a un professionista di Las Vegas quale braccialetto vorrebbe vincere, nove su dieci snobberanno il Main Event per indicarvi il PPC. Cinquantamila dollari di buy-in. Nove specialità diverse. Nessun rientro consentito. Un freezeout nudo e crudo dove il minimo errore tecnico in una variante che non mastichi alla perfezione ti costa il torneo.
Dario Sammartino è entrato in questo acquario di squali con la solita flemma. Ha studiato il tavolo, ha preso le misure e poi, nella seconda metà del Day 1, ha deciso di cambiare marcia. L'apice psicologico della sua giornata? Uno scontro in Stud Hi/Lo contro Shaun Deeb.
Ora, chiunque mastichi un po' di poker livestream sa che Deeb non è solo un giocatore formidabile, è una zanzara fastidiosa. Parla, provoca, cerca di entrarti sotto pelle. Ma Sammartino ha risposto con l'unica lingua che conta: le bet. In una mano che farà scuola, Dario ha sparato pallottole in quinta, sesta e settima strada. Deeb, visibilmente frustrato, ha check-callato fino alla fine, per poi muckare le sue carte con stizza di fronte allo showdown dell'azzurro.
Cosa imparare da questa mano? Non serve vedere le carte per capire la dinamica del mental game poker. Sammartino ha applicato una pressione costante, estraendo valore in ogni singola strada. Molti giocatori amatoriali, arrivati alla settima strada (il river dello Stud), tendono a rallentare per paura di essere battuti. Dario no. Ha letto il range di mani di Deeb, ha capito che il newyorkese era in modalità "calling station" per puro orgoglio, e lo ha punito. Questa è la differenza tra un buon giocatore e un fuoriclasse: la capacità di fare thin value bet senza farsi tremare le mani.
La caduta degli dei: Quando il talento non basta

Il PPC non fa prigionieri. Al momento ci sono 66 sopravvissuti, ma la lista degli eliminati al Day 1 sembra la Hall of Fame del poker mondiale. Michael "The Grinder" Mizrachi non vincerà il suo quinto PPC quest'anno. È fuori. E con lui hanno fatto le valigie il fratello Robert, Patrick Leonard, Nacho Barbero, Joao Vieira, Jeremy Ausmus, Scott Seiver e nientemeno che Dan Cates.
Tutti fuori in sei livelli da 100 minuti.
Come è possibile che i mostri sacri del gioco vengano spazzati via così in fretta in un torneo così deep? La risposta risiede nella natura stessa dei Mixed Games. Nel No Limit Hold'em puoi foldare per ore aspettando A♠A♣ o K♥K♠. Nei giochi Limit, sei costretto a giocare marginalmente, a lottare per ogni singola ante, a calcolare le pot odds al millimetro in situazioni dove i margini di vantaggio sono minimi.
La classifica attuale vede Matt Glantz dominare con 989.000 chips, seguito a ruota dal britannico Benny Glaser (826.000) e da Robert Wells (790.000). Nomi come Chino Rheem, Chris Brewer e Josh Arieh affollano la top 10. È una giungla. E Dario, al momento, sta navigando in carrozza. La late registration rimarrà aperta fino al livello 9, ma chi è già dentro sta costruendo le fondamenta per una maratona estenuante.
Alessio Isaia Chipleader: L'arte oscura del 2-7 Triple Draw
Mentre Sammartino faceva impazzire Deeb, a qualche tavolo di distanza si consumava un'altra impresa. Alessio Isaia ha imbustato da chipleader a soli 12 left nell'Event #58. E non parliamo di un torneo qualsiasi, ma del 2-7.
Il 2-7 (Lowball) è il gioco dei puristi. È un gioco di letture, di bluff chirurgici e di nervi d'acciaio. Essere chipleader a 12 left significa avere in mano le chiavi del torneo. Alessio ora ha il potere di abusare dell'ICM (Independent Chip Model). Gli short stack dovranno foldare mani decenti per paura di essere eliminati prima del tavolo finale, e Isaia potrà allargare i suoi range di apertura, rubando bui e ante con aggressività.
La prospettiva educativa: Cosa fate quando siete chipleader a due tavoli dalla fine? Molti studenti di ScuolaZizi commettono l'errore di "congelare" il gioco, sperando che gli altri si eliminino da soli. È un suicidio tattico. Isaia ci insegna che lo stack è un'arma. Quando gli avversari giocano con la paura di uscire, tu devi giocare con la fame di vincere. Non si tratta di regalare chips con bluff insensati, ma di aumentare la frequenza dei rilanci quando l'avversario ha un range di difesa troppo stretto.
Oltre la Texas Hold'em Strategy: L'evoluzione del giocatore moderno

Le notizie di oggi, a cui si aggiunge la vittoria del brasiliano Joao Simao nel titanico $50k PLO High Roller (ennesima dimostrazione di quanto le varianti stiano dominando le cronache high stakes), ci lanciano un messaggio inequivocabile.
Se volete sopravvivere nel poker di oggi, la sola Texas Hold'em strategy non vi basterà per sempre. Certo, il NLHE è il punto di partenza. È dove si costruisce il bankroll. Ma l'evoluzione naturale di un pokerista passa per il PLO, lo Stud, il 2-7. Studiare queste varianti non serve solo a potersi iscrivere a tornei diversi; serve a riprogrammare il vostro cervello.
Chi impara il PLO capisce profondamente il valore dei blocker. Chi gioca a Stud affina la memoria visiva e il calcolo delle out in tempo reale. Chi si cimenta nel 2-7 diventa un maestro del bluff e della lettura del linguaggio del corpo. Tutte queste skill, una volta assimilate, vi renderanno giocatori di Hold'em infinitamente superiori.
Dario Sammartino e Alessio Isaia non sono lì per caso. Sono lì perché hanno passato anni a prendere batoste, a studiare spot improbabili, a capire come estrarre una chip in più al river in un piatto in cui chiunque altro avrebbe fatto solo check.
Le WSOP 2026 sono ancora lunghe. Il Day 2 del PPC ci dirà se Dario riuscirà a mantenere l'inerzia di questo splendido inizio, e a breve sapremo se Alessio potrà alzare al cielo il braccialetto nel 2-7. Ma una cosa è certa: la scuola italiana, quando conta, siede sempre al tavolo dei grandi. E non lo fa per fare la comparsa.
FAQ: Domande Frequenti sul PPC e sulle WSOP
Cos'è il Poker Players Championship (PPC) e perché è così importante? Il PPC è un torneo delle WSOP con un buy-in di 50.000 dollari. Si gioca in formato 9-Game Mix (nove varianti diverse di poker che ruotano ciclicamente). È considerato dai professionisti il vero indicatore dell'abilità assoluta di un giocatore, poiché richiede una padronanza tecnica estrema in ogni singola specialità, non solo nel Texas Hold'em.
Come funziona una thin value bet come quella di Sammartino nello Stud H/L? Una thin value bet avviene quando punti al river (o in settima strada nello Stud) con una mano buona, ma non eccezionale, sperando di farti chiamare da una mano leggermente peggiore. Richiede una lettura perfetta del range di mani dell'avversario. Se l'avversario (come Deeb in questo caso) chiama e poi fa muck, significa che l'intuizione era perfetta.
Perché molti professionisti vengono eliminati subito nel PPC? A differenza dei tornei con re-entry dove si può giocare in modo più spregiudicato, il PPC è un puro freezeout. Inoltre, nei giochi Limit (che compongono gran parte del mix), i margini di errore sono minimi. Una serie di decisioni marginalmente errate, unite alla naturale varianza del gioco contro gli avversari più forti del mondo, può azzerare uno stack in poche ore, indipendentemente dal talento del giocatore.
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