
Alfie Adam e le Vittorie nei Tornei Live 2026: Il Potere Nascosto dei Mixed Games
Immagina la scena. Sei seduto al tavolo verde, scorri le classifiche globali sullo smartphone cercando il nome del momento. Ti aspetti di leggere il solito grinder d'élite, un regular degli High Roller che fattura milioni incrociando lo sguardo fisso nel vuoto, o magari un prodigio dei solver che calcola le size al millimetro. Sbagliato.
Il giocatore con più trofei alzati al cielo nella prima metà del 2026 è un signore britannico che, fino a poco tempo fa, avremmo definito "carne da cannone" nei classici tornei di Texas Hold'em. Tredici anni. Per tredici lunghissimi anni non ha mai portato a casa una picca, un anello, un trofeo di plastica. Niente. Zero assoluto.
Eppure, oggi domina le classifiche mondiali. Come diavolo ha fatto? Smettendo di sbattere la testa contro il muro di mattoni del No Limit Hold'em.
Chi è Alfie Adam: Il Re delle Vittorie nei Tornei Live 2026
Nel 2026, il giocatore amatoriale britannico Alfie Adam ha accumulato il maggior numero di vittorie nei tornei live a livello globale. Dopo 13 anni senza successi, ha conquistato 14 tornei in soli sei mesi, trionfando nel circuito asiatico principalmente negli eventi Mixed Games, abbandonando quasi del tutto il tradizionale Texas Hold'em.
Torniamo indietro di qualche mese per capire l'entità del fenomeno. Fino all'inizio del 2025, la bacheca di Alfie piangeva miseria. Poi, qualcosa si sblocca: arrivano due sudate vittorie in circuiti asiatici minori (in Cambogia e a Taipei). Ma è nel novembre del 2025 che avviene la vera magia, quella che trasforma un amatore appassionato in una macchina da guerra capace di inanellare 14 vittorie in un semestre e di piazzarsi al terzo posto mondiale per numero totale di ITM (In The Money).
Non è un caso di "run" infinita, né di carte che cadono magicamente dal cielo. È un manuale vivente, crudo e reale, di table selection macroscopica. Alfie ha semplicemente cambiato terreno di caccia. Ha capito che nel Texas Hold'em il field è saturo, i range di mani sono studiati fino alla nausea e anche l'ultimo dei qualificati online sa che non deve shovare dieci bui con 8♠7♣ da UTG.
L'Incontro a Jeju: Quando il Destino veste i Panni di Hanh Tran

La svolta di questa storia ha i contorni della sceneggiatura di un film indipendente. Novembre 2025, Jeju, Corea del Sud. Si gioca il primo festival "Gods of Poker". Adam è in fila per registrarsi all'ennesimo, logorante torneo di Hold'em. La solita routine del grinder amatoriale: paghi il buy-in, prendi posto, preghi che i tuoi assi non vengano scoppiati al river.
All'improvviso, un giocatore vietnamita di bassa statura lo afferra per un braccio. "Non giocare a quello. Gioca questo torneo di mixed games."
Adam lo guarda stranito e balbetta la verità più limpida: "Ma non conosco le regole."
La risposta è fulminante: "Te le insegno io."
Quel "giocatore vietnamita" non era un passante in cerca di chiacchiere. Era Hanh Tran. Due volte vincitore di braccialetti WSOP, un maestro assoluto delle varianti poker con oltre 700.000 dollari di vincite e trofei sparsi dall'Austria a Macao. Tran prende Adam sotto la sua ala protettiva e lo butta direttamente nella mischia di un torneo Dealers Choice. Imparare nuotando con gli squali. O forse, per meglio dire, nuotando in una piscina dove gli squali stessi non sanno bene come muoversi.
La Finale Assurda: Usare il Texas Hold'em come Arma Segreta
C'è un dettaglio in questa cavalcata che fa sorridere e riflettere allo stesso tempo. Adam arriva miracolosamente a tre left in quel primissimo evento Dealers Choice, accompagnato dalla provvidenziale dose di fortuna che serve sempre ai neofiti per sopravvivere ai propri errori. Restano in due. L'avversario è un temibile specialista cinese di mixed games, e Adam parte con un disastroso svantaggio in chips di 7 a 1. Un bagno di sangue annunciato.
Ma il Dealers Choice ha una regola d'oro: chi ha il bottone, sceglie a quale variante giocare.
Quando tocca ad Adam scegliere, non chiama l'Omaha Hi-Lo, né lo Stud o il Badugi (giochi in cui verrebbe sbranato vivo). Chiama il caro, vecchio, inflazionato Texas Hold'em.
L'avversario va in cortocircuito. In un torneo intero, per ore e ore, nessuno aveva mai selezionato l'Hold'em. Lo specialista delle varianti, abituato a calcolare gli out in giochi complessi, si ritrova improvvisamente spaesato di fronte alla brutalità di due sole carte coperte. Sei mani di Hold'em dopo, il britannico ha ribaltato la situazione ed è chipleader. Di lì a poco, stringerà il suo primo vero trofeo di peso.
Questa è la quintessenza dell'adattabilità al tavolo. Hai davanti un nemico che sa tirare magistralmente di fioretto? Tu tiragli un pugno da rissa da bar. Nel poker, l'efficacia pratica batte sempre l'estetica teorica.
Mindset e Strategia: Cosa Insegna ScuolaZizi dalla Storia di Alfie Adam

Sarebbe fin troppo facile per un occhio inesperto bollare le vittorie nei tornei live 2026 di Alfie Adam come una mera anomalia statistica. Ma noi di ScuolaZizi sappiamo leggere tra le righe: dietro ogni heater c'è un pattern. Se stai leggendo questo articolo, probabilmente passi le nottate sui solver, studiando le pot odds e le frequenze di 3-bet. Ottimo, lo studio tecnico è la base. Ma chiediti brutalmente: stai giocando nel field giusto per estrarre valore?
Ecco tre lezioni che devi tatuarti sul braccio la prossima volta che apri la lobby di una poker room:
- La Table Selection si applica all'intero palinsesto. Se ti siedi a un tavolo di No Limit Hold'em, affronti giocatori che masticano concetti GTO a colazione. Sanno perfettamente come difendere i bui se hanno in mano A♠K♥ o K♦Q♠. Se invece ti siedi a un tavolo di 8-Game o H.O.R.S.E., ti accorgerai che metà dei tuoi avversari sta letteralmente sbirciando le regole su Google sotto il tavolo. L'edge (il margine di vantaggio) che puoi costruire nelle varianti è decine di volte superiore a quello dell'Hold'em odierno.
- Il Mental Game Poker è anche umiltà. Adam ha passato 13 anni a perdere a Hold'em. Ha avuto l'umiltà di dire "non so giocare" a Tran, e il fegato di buttarsi in un terreno inesplorato. Molti regular italiani preferiscono perdere con dignità a Hold'em, perseguitati dal proprio ego, piuttosto che ammettere di dover ricominciare da capo imparando l'Omaha.
- Sfrutta la confusione altrui. Nei mixed games, gli errori avversari sono sproporzionati. Non stiamo parlando di sbagliare una size di puntata del 10%. Parliamo di giocatori che in Stud Hi-Lo non capiscono nemmeno in che direzione sta andando il piatto, o che nel Pot Limit Omaha si innamorano di mani spazzatura come A♥7♠4♦2♣ solo perché c'è un Asso e provano a bluffare fuori posizione.
Alfie Adam ha semplicemente scoperto che il suo ecosistema ideale non era quello dove tutti sono esperti, ma quello dove l'errore umano domina ancora incontrastato. Delle sue 12 vittorie assolute registrate nei primi mesi del 2026, indovina quante sono arrivate nel Texas Hold'em? Nessuna. Zero spaccato.
Il Coraggio di Cambiare Tavolo
Non ti sto certo dicendo di abbandonare il Texas Hold'em domani mattina. Resta il Re indiscusso dei giochi, il palcoscenico più grande e l'arena con i montepremi più succulenti. Ma se il tuo ROI langue, se ti senti soffocare in field oceanici dove devi vincere sei coinflip di fila solo per arrivare a un min-cash, forse è arrivato il momento di alzare lo sguardo e guardarti intorno.
I mixed games poker non sono un passatempo esotico per vecchi texani col cappello da cowboy e il sigaro in bocca. Sono, oggi, una delle più clamorose fessure nel sistema per chi vuole stampare soldi, battere field abbordabili e sollevare trofei. Alfie Adam ringrazia sentitamente. E tu, cosa stai aspettando ad aprire un libro sulle regole del Razz?
FAQ: Mixed Games e Tornei Live
Perché il livello tecnico nei Mixed Games è considerato più basso rispetto all'Hold'em? Nel Texas Hold'em ci sono decenni di letteratura, software avanzati e solver che hanno "risolto" gran parte delle situazioni matematiche. Nei Mixed Games, la complessità di passare costantemente da un gioco all'altro (spesso 8 o 10 varianti diverse nello stesso torneo) rende quasi impossibile per i giocatori amatoriali mantenere una strategia ottimale, aumentando vertiginosamente i loro margini di errore.
Quanto tempo serve per imparare le basi delle varianti poker? Imparare le regole meccaniche di base richiede poche ore. Tuttavia, comprendere concetti fondamentali come la selezione iniziale delle mani (ad esempio, capire perché in PLO A♠A♥K♠K♥ è un mostro assoluto, ma A♣A♦7♠2♥ è una mano estremamente vulnerabile) richiede uno studio specifico. Il consiglio di ScuolaZizi è iniziare padroneggiando una variante alla volta, come l'Omaha o lo Stud.
Alfie Adam ha vinto solo per fortuna? La varianza positiva gioca sempre un ruolo cruciale nei tornei live, nessuno lo nega. Ma vincere 14 eventi in sei mesi non è fortuna. È il risultato di una scelta strategica ben precisa: posizionarsi in un field (quello asiatico dei mixed games) dove l'edge del giocatore, supportato inizialmente dai consigli di un pro come Hanh Tran, era massimizzato al cento per cento.
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