
Alan Goasdoue WSOP Super Circuit: Da Short Stack a 2,2 Milioni di Dollari
Settimo su otto. Guardi il tuo stack, un mucchietto rachitico nell'angolo dello schermo, e poi guardi le torri di fiches del chip leader. Il cursore del mouse sembra pesare cento chili. La maggior parte dei giocatori, in questa specifica situazione, inizia a pregare per un "pay jump" fortunato. Si rannicchiano. Guardano il timer. Aspettano l'inevitabile esecuzione. Ma il poker, quello che studiamo e smontiamo pezzo per pezzo, non si gioca sperando di morire il più tardi possibile.
La storia di Alan Goasdoue al WSOP Super Circuit non è la classica cavalcata trionfale di chi domina dal primo all'ultimo minuto. È un brutale, metodico smantellamento delle probabilità. Un masterclass assoluto su come sopravvivere nell'ombra per poi azzannare la preda al momento giusto, trasformando le briciole in un impero da oltre due milioni di dollari.
Il trionfo di Alan Goasdoue al WSOP Super Circuit Main Event
Nel marzo 2026, il giocatore marocchino Alan 'ContinUuUuUm' Goasdoue ha vinto il WSOP Super Circuit Main Event su GGPoker, incassando 2.234.319 dollari. Partito settimo su otto al tavolo finale, ha superato un field di 10.690 iscritti e battuto in heads-up il messicano Daniel Vicente, dominatore di inizio giornata.
Dietro a questo riassunto clinico si nasconde una delle dinamiche più affascinanti che si possano osservare in un poker livestream. GGPoker aveva costruito un montepremi faraonico, gonfiato fino a superare i 17 milioni di dollari grazie a una marea di Day 1. Arrivare in fondo a un torneo del genere richiede una stamina disumana. Significa navigare attraverso migliaia di decisioni marginali, bad beat digerite a fatica e spot dove un singolo misclick costa il prezzo di un appartamento in centro.
Al tavolo finale, commentato da Jeff Gross e Chance Kornuth, i riflettori non erano puntati sul giocatore marocchino. Tutti gli occhi erano per Daniel Vicente, il messicano che si era presentato con una montagna di chip e l'intenzione palese di usarla come un martello pneumatico sul resto del tavolo.
Sopravvivere all'Uragano Vicente: Mental Game Poker e Resilienza

Quando hai un vantaggio in chip soverchiante al tavolo finale, il gioco cambia. Il tavolo diventa il tuo feudo personale. Vicente lo sapeva benissimo e ha iniziato a fare a fette la concorrenza con una freddezza disarmante.
Chiedetelo a Pedro Neves. Il talentuoso portoghese, uno dei volti più noti approdati all'atto conclusivo, ha provato a resistere ma si è schiantato in settima posizione. Il suo A♥J♦ ha trovato un muro di cemento armato contro le Q♣Q♠ di Vicente. Nessun miracolo sul board, e Neves è stato spedito alle casse.
Da lì in poi, Vicente ha tenuto premuto il piede sull'acceleratore. Ha spazzato via 'JianguoNb' e, in meno di un'ora di gioco effettivo, metà dei finalisti era già un ricordo.
Cosa fa un giocatore amatoriale quando vede il chip leader runnare caldo, incamerare taglie virtuali e distruggere gli stack altrui? Va nel panico. Smette di respirare. Stringe il suo range di mani fino a farlo collassare su se stesso, aspettando solo gli Assi.
Ma qui entra in gioco il vero mental game poker. Goasdoue ha fatto l'esatto opposto del panico: ha accettato la sua condizione. Ha calcolato alla perfezione le pot odds implicite della sopravvivenza. Ha lasciato che l'uragano Vicente facesse il lavoro sporco, spazzando via i giocatori più deboli o più sfortunati, incassando i salti di premio gratuiti senza esporsi a rischi inutili contro il big stack. La pazienza nel poker non è passività; è un'attesa armata.
Il Cambio di Marcia: Da Preda a Predatore
Poi, l'ecosistema del tavolo muta. A quattro o cinque left, i salti di premio passano da decine di migliaia a centinaia di migliaia di dollari. L'ICM (Independent Chip Model) inizia a terrorizzare chi gioca con i soldi della paura. Ed è esattamente in questa faglia psicologica che Goasdoue ha infilato il suo cuneo.
Ha smesso i panni della vittima sacrificale. Ha individuato i giocatori che stavano palesemente cercando di "rubare" un gradino in più nel payout e ha iniziato a metterli sotto pressione. Ha eliminato 'Ditto1031' in quinta posizione. Poco dopo, ha mandato al tappeto il giapponese 'L JAHA' in quarta.
In un battito di ciglia, la Texas Hold'em strategy del tavolo si è ribaltata. Da settimo in chip a inizio giornata, Goasdoue si è ritrovato a dettare legge nella fase a tre giocatori. Ha iniziato ad aggredire con costanza, rubando bui cruciali e macinando chip senza dover necessariamente mostrare le carte.
L'epilogo è stato tanto rapido quanto chirurgico. L'heads-up conclusivo, che molti spettatori si aspettavano fosse un monologo del dominatore messicano, è iniziato con un ribaltone titanico: Goasdoue si è presentato al testa a testa con 76 big blind, contro i miseri 31 rimasti a Vicente.
Il sipario è calato in pochi minuti. In una dinamica inevitabile a quelle profondità di stack, tutte le fiches sono finite in mezzo al tavolo preflop. Vicente ha spinto il suo torneo con A♦6♣, trovando il call istantaneo di Goasdoue, dominato con A♠T♠. Il board non ha regalato scossoni fino al river, dove un dieci inequivocabile ha chiuso la pratica, consegnando a Goasdoue il ring del Circuito Internazionale e 2.234.319 dollari. Vicente, dopo aver fatto il bello e il cattivo tempo per ore, si è dovuto "accontentare" di 1.722.308 dollari per il suo secondo posto.
Come vincere un torneo di poker online: Lezioni dallo Short Stack

Noi di ScuolaZizi non ci limitiamo a fare la cronaca di chi ha vinto cosa. Il nostro obiettivo è estrarre il succo tecnico da ogni evento. Cosa deve assorbire uno studente da questa run irreale? Come si applica questo alla tua gestione short stack tavolo finale?
1. Accettare la varianza iniziale senza tiltare Partire corti significa subire l'aggressività altrui. Significa dover foldare mani che in altre fasi del torneo giocheresti senza esitare (come i suited connectors deboli o le coppiette in posizione iniziale). L'ego va chiuso nel cassetto. Goasdoue non ha cercato scontri eroici contro Vicente nelle prime orbite. Ha protetto il suo stack, comprendendo che il suo obiettivo primario era la sopravvivenza tattica, non la gloria immediata.
2. Mappare gli avversari e l'ICM Mentre il messicano faceva il bullo, il futuro campione studiava. Capire chi sta giocando per vincere e chi sta giocando paralizzato dalla paura dei pay jump è vitale. Quando sei corto, non puoi rubare a chiunque. Devi rubare a chi ha troppo da perdere chiamandoti. I mid-stack sono spesso le vittime perfette: non vogliono scontrarsi con te e rischiare di uscire prima degli altri giocatori corti.
3. L'esplosione calcolata (Shifting Gears) Questo è l'errore più comune dei dilettanti: continuano a giocare "nitty" anche quando il field si è dimezzato. Quando 'JianguoNb' e Neves sono usciti, la dinamica è cambiata. Lo stack di Goasdoue, pur non essendo immenso, aveva acquisito una cosa fondamentale: la fold equity. A quel punto, ha allargato drasticamente il suo range di apertura. Non ha aspettato i mostri; ha usato la matematica per prendere il controllo di un tavolo che si stava sbriciolando sotto il peso dei soldi in palio.
Il poker è un gioco di contesti. Quello che è un fold matematicamente corretto a otto left, diventa un all-in obbligatorio a tre left. La fluidità mentale dimostrata in questo evento è ciò che separa i buoni giocatori dai campioni in grado di trasformare un torneo quasi compromesso nel giorno di paga della vita.
FAQ: Gestione Short Stack e Tornei Online
È sempre sbagliato scontrarsi con il chip leader quando si è corti? Non è "sempre" sbagliato, ma va fatto con estrema cautela. Il chip leader ha lo stack per chiamare i tuoi all-in con un range di mani molto più ampio per metterti pressione. Se devi rischiare il torneo contro di lui, assicurati di avere una mano premium reale o di essere in una situazione in cui la matematica (pot odds) rende il tuo push non exploitabile.
Quando bisogna smettere di giocare chiusi al tavolo finale? Il "cambio di marcia" avviene solitamente quando si assottiglia il numero di giocatori (short-handed) e quando i giocatori con stack inferiori al tuo vengono eliminati. Meno avversari ci sono, più i range si allargano. Se continui ad aspettare solo mani come K♠K♦ o A♥A♣ a 4 giocatori left, verrai mangiato dai bui e dagli ante.
Quanto influisce l'ICM sulle decisioni di un tavolo finale così ricco? Tantissimo. L'ICM (Independent Chip Model) assegna un valore monetario reale alle tue chips in base ai premi rimanenti. In un torneo dove la differenza tra il 4° e il 3° posto è di centinaia di migliaia di dollari, la pressione psicologica spinge molti giocatori a foldare mani eccellenti per evitare l'eliminazione. I giocatori d'élite, come Goasdoue in questo caso, usano questa paura come un'arma per rubare piatti incontrastati.
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