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Come fare i fold più folli (e corretti) al tavolo: la lezione di Jason Su

Di trendelebur18 agosto 2026
Come fare i fold più folli (e corretti) al tavolo: la lezione di Jason Su

Come Trovare il Coraggio per un Fold Poker Assurdo: La Lezione di Jason Su

Fissate lo schermo. Il bankroll vi guarda dall'angolo in alto a destra. Il timer del tavolo lampeggia di rosso, un ticchettio spietato che scandisce i secondi prima del .

Il vostro avversario ha appena pushato tutto il suo stack al . Voi avete una mano fortissima. Una di quelle mani che su Twitch fanno gridare al miracolo. Eppure, una vocina nello stomaco—non nel cervello, nello stomaco—vi sussurra che siete battuti. Conoscete le . Avete studiato il suo range di mani. La matematica vi urla di passare.

Ma il dito trema sul mouse. L'ego si ribella. E se mi sta bluffando? E se poi mi mostra un e mi deride in chat?

Alla fine, chiudete gli occhi e cliccate "Call". Vi gira il nuts. Il vostro stack va in fumo. E voi restate lì, a fissare il vuoto, maledicendo voi stessi perché sapevate cosa fare, ma non siete riusciti a farlo.

Se questa scena vi suona familiare, benvenuti nel club. È il problema più antico del Texas Hold'em. E, secondo il mental coach Jason Su, è l'unica vera linea di demarcazione tra un giocatore che vivacchia e uno che distrugge i tavoli.

L'Anatomia di un Fold Poker Assurdo: Il Caso Mihai Niste

Nel 2025, il professionista Mihai Niste ha eseguito uno dei fold più discussi dell'anno in un torneo di alto livello. Dietro questa giocata c'è il lavoro con il mental coach Jason Su, focalizzato sull'eseguire fold matematicamente corretti sotto l'estrema pressione emotiva del tavolo.

La storia inizia con un messaggio di testo. Jason Su, autore di The Joy of Poker e mentore di alcuni dei più letali del pianeta, riceve un link da un amico. Il titolo del video recita: "Sickest Poker Hand of 2025". Il commento allegato è inequivocabile: "Wow, questo è il fold più folle di sempre".

Su clicca. Guarda il video. E scoppia a ridere.

Non ride per scherno. Ride per l'assoluta, perfetta realizzazione di un piano. Il giocatore protagonista di quella mano irreale è Mihai Niste, un online di lungo corso, nonché suo cliente. Niste non aveva bussato alla porta di Su per imparare la o per farsi spiegare come calcolare l'. Era già un vincente. Era andato da lui con un problema specifico, quasi doloroso da ammettere: sapeva esattamente quando doveva foldare i mostri, ma quando si trovava sotto le luci dei riflettori, con il sangue che pompava e la pressione alle stelle, non riusciva a premere il grilletto.

Guardare Niste gettare via le sue carte in quello spot estremo è stato il coronamento di mesi di lavoro. Una mano che chiunque, seduto comodamente sul divano con una birra in mano, avrebbe saputo analizzare.

"Ovvio che devi foldare lì," direbbe il commentatore da tastiera.

Certo. Ma provate a farlo voi, in tempo reale, quando ballano migliaia di euro.

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Qui su ScuolaZizi vi forniamo gli strumenti tecnici più affilati del mercato. Vi insegniamo a bilanciare i range, a sfruttare le del board, a estrarre valore. Ma c'è un limite a ciò che la teoria pura può fare per voi.

Jason Su tocca il nervo scoperto del poker moderno: l'abisso tra la conoscenza e l'esecuzione.

Immaginate uno scenario didattico. Avete in mano KK. Il board recita AJT7Q. Un avversario chiuso, che non ha mai rilanciato in tre ore, va in . La vostra Texas Hold'em strategy di base vi dice che i vostri Re non valgono più della carta straccia. Siete battuti da qualsiasi Asso, da qualsiasi colore, persino da una scala banale.

Tutti sanno che è un fold. Lo sapete voi, lo sa il vostro avversario, lo sa persino il gatto che dorme sulla vostra tastiera.

Ma il momento in cui dovete materialmente cliccare "Fold", il vostro corpo subisce un dirottamento chimico. Paura. Rabbia per la sfortuna ("Perché sempre quell'Asso al ?"). Frustrazione. Ego. Questo calderone di emozioni negative è ciò che Jason Su definisce "rumore mentale".

Quando il rumore diventa assordante, la logica si spegne. Il cervello rettiliano prende il comando e sceglie la via che, in quel millisecondo, sembra meno dolorosa: chiamare per togliersi il dubbio. Meglio perdere i soldi che sopportare l'agonia dell'incertezza.

I giocatori d'élite non sono immuni a queste emozioni. Smettetela di credere al mito del grinder robotico e senza sentimenti. I veri campioni sentono la paura, sentono la rabbia, sentono il cuore in gola. La differenza? Sanno navigare attraverso quel rumore.

Zittire il Rumore: L'Arte della Presenza

Come si fa, in pratica, a trovare la lucidità per un fold poker assurdo quando l'istinto vi urla di mettere le fiches in mezzo?

La risposta di Su non passa per fogli Excel o calcolatori di . Passa per un concetto sfuggente ma potentissimo: la presenza.

Essere presenti significa ancorarsi al momento attuale. Significa accorgersi che i battiti cardiaci stanno accelerando e che le mani sudano, senza però farsi dominare da queste reazioni fisiche. È la capacità di dire a se stessi: "Sento una rabbia tremenda perché sto per foldare una mano bellissima. Va bene così. Ora, qual è la mossa corretta?".

Se riuscite a tollerare il disagio emotivo in quel preciso istante, riprendete il controllo. Solo allora potrete giocare secondo l'allenamento che avete fatto fuori dai tavoli.

Pensateci. Che senso ha passare ore e ore su ScuolaZizi, sviscerando spot complessi, pagando abbonamenti e studiando i , se poi, nel momento in cui siete seduti sulla sedia, mandate tutto all'aria perché non sapete gestire un picco di cortisolo?

Il lavoro sul poker non è una roba da santoni o una perdita di tempo per chi non ha voglia di fare matematica. È il moltiplicatore di tutto il vostro studio tecnico. Senza la capacità di esecuzione sotto pressione, la vostra teoria vale zero.

Allenare il Muscolo del Fold Estremo

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Non si nasce capaci di fare fold heroici. È un muscolo che va allenato, esattamente come si allena il calcolo delle . Ecco come potete iniziare a implementare la filosofia di Jason Su nelle vostre sessioni, fin da stasera:

  1. Riconoscete il trigger fisico: La prossima volta che vi trovate di fronte a una bet enorme, non guardate subito le carte. Ascoltate il vostro corpo. Siete tesi? Trattenete il respiro? Il primo passo per zittire il rumore è ammettere che c'è.
  2. Dissociate il risultato dal vostro valore: Foldare non significa essere deboli. Chiamare un non vi rende dei duri. Il poker non è un film western. È un gioco di decisioni a valore atteso positivo (+). Quando fate un fold sofferto ma corretto, dovete imparare a celebrare quella decisione con la stessa gioia con cui festeggereste la vittoria di un grosso piatto.
  3. Usate tutto il vostro : C'è un motivo se vi danno del tempo extra. Usatelo. Non per fare calcoli infiniti—spesso la matematica l'avete già risolta nei primi dieci secondi—ma per far decantare l'emozione. Fate un respiro profondo. Lasciate che l'onda della frustrazione passi. Poi, a mente fredda, eseguite la mossa che il vostro "io razionale" ha già deciso.

Mihai Niste non è diventato un genio del fold in una notte. Ha riconosciuto una sua debolezza strutturale, ha chiesto aiuto a un professionista del mindset e ha lavorato ossessivamente per allineare le sue azioni al tavolo con la sua immensa conoscenza del gioco.

La prossima volta che vi troverete di fronte a una decisione letale, ricordatevi di lui. Non siate prigionieri del vostro orgoglio. Fate un respiro profondo, sorridete al monitor e trovate il coraggio di buttare via le carte.

Domande Frequenti (FAQ)

Come faccio a sapere se il mio "fold poker assurdo" è corretto o se sto giocando in modo troppo passivo? La differenza sta nell'analisi post-sessione. Se a mente fredda, calcolando il range di mani del vostro avversario, le pot odds e le frequenze di in quello specifico spot, la matematica giustifica il fold, allora avete fatto una grande giocata. Se invece foldate solo per paura di essere eliminati dal torneo, state commettendo un errore di mindset.

È mai matematicamente corretto foldare mani premium preflop come AK o le donne? Assolutamente sì. Soprattutto nei tornei , la pressione dell' in prossimità della bolla o al tavolo finale può rendere corretto foldare mani fortissime se vi trovate ad affrontare l'all-in di giocatori più deep di voi, quando ci sono che stanno per essere eliminati.

Il mental game è davvero più importante della tecnica nel poker odierno? Non sono in competizione, sono complementari. Una tecnica perfetta senza mental game porta a bruciare i profitti in episodi di (il cosiddetto "puntare"). Un ottimo mental game senza tecnica vi farà perdere soldi in modo molto sereno e controllato. Per vincere, e soprattutto per farlo ai massimi livelli, vi servono entrambi.


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