
Alex Fitzgerald e le giocate sottovalutate nei tornei di poker: scardina le tue abitudini
Siedi al tavolo. Guardi lo schermo. Spilli le tue carte, guardi il bottone, clicchi il tasto per aprire x2. Il flop scende, clicchi il tasto per c-bettare il 33% del piatto. L'avversario chiama. Il turn è una carta inutile, vai in check.
Sei diventato un robot. E i robot, nel poker moderno, vengono smantellati pezzo per pezzo da chi sa ancora pensare fuori dagli schemi.
C'è un'epidemia di gioco con il pilota automatico. I giocatori imparano a memoria due tabelle, guardano un paio di stream su Twitch e pensano di avere la formula magica. Il risultato? Un esercizio di noia mortale in cui tutti fanno esattamente la stessa cosa. Ma i soldi veri, quelli che cambiano le stagioni e le carriere, non si fanno seguendo il gregge. Si fanno sfruttando le falle di questo sistema monolitico.
Recentemente, lavorando con allievi che hanno incassato mezzo milione di dollari alle World Series of Poker e macinato tavoli finali da un milione online, il celebre coach Alex "Assassinato" Fitzgerald ha evidenziato un pattern allarmante. Ci sono mosse che stiamo letteralmente dimenticando di usare.
Preparati, perché stiamo per analizzare le giocate sottovalutate nei tornei di poker che devi reinserire immediatamente nel tuo arsenale.
L'analisi di Alex Fitzgerald: quali sono le giocate sottovalutate nei tornei di poker?
Nel luglio 2026, il professionista Alex Fitzgerald ha pubblicato un'analisi dettagliata sulle giocate sottovalutate nei tornei di poker. Lavorando con allievi capaci di incassare centinaia di migliaia di dollari alle WSOP, ha identificato leak comuni come l'assenza di overbet in bluff e l'eccessiva rigidità nelle size preflop.
Questa non è teoria accademica. È la cruda realtà dei tavoli. Quando giochi un Main Event o un domenicale pesante, non stai affrontando un simulatore GTO perfetto. Stai affrontando esseri umani spaventati, stanchi, arroganti o semplicemente inesperti. E gli esseri umani commettono errori prevedibili. Vediamo le cinque armi che stai lasciando arrugginire.
1. L'arma di distruzione psicologica: l'Overbet in Bluff

Facciamo un test. Quante volte, nell'ultimo mese, hai puntato il 150% del piatto al turn con aria totale? Se la risposta è "zero", stai perdendo soldi.
Nei tornei nordamericani, e l'Italia non fa eccezione, quando un giocatore piazza un'overbet lo fa quasi sempre per valore. Ha il nut e vuole farsi pagare. È un bluff rarissimo. Questo significa che stiamo sprecando una delle mosse più devastanti della Texas Hold'em strategy. Giocatori come Jesse Lonis non hanno alcuna paura di usare le overbet come clave per distruggere le difese avversarie.
Immagina la scena. Sei in posizione. Il Grande Buio difende. Il flop recita J♥8♥4♣. Tu piazzi la tua continuation bet. Il Grande Buio fa check-call.
Fermati un attimo. Cosa ti ha appena detto il tuo avversario con questo call? Ti ha appena mostrato i suoi documenti d'identità pokeristici. Ha un'overpair come Q♠Q♦ o K♠K♣? Improbabile, avrebbe 3-bettato preflop. Ha un set di Otto o di Quattro? Quasi impossibile. Su un board con un progetto di colore evidente (due cuori), un set avrebbe quasi certamente rilanciato per proteggersi. Lo stesso vale per una doppia coppia come J♥8♠.
Il suo range di mani è drammaticamente limitato (capped). È un mare di progetti, coppie medie e mani marginali. Il tuo range, invece, è infinito (uncapped). Tu puoi avere tutte le overpair, tutti i set, tutti i nut.
Il turn porta un innocuo 2♠. Il Grande Buio bussa di nuovo. Cosa fa il giocatore medio? Punta mezza pot o checka dietro. Un disastro. Questo è il momento esatto in cui devi prendere il cursore delle size e spingerlo oltre il piatto. Un'overbet qui mette una pressione intollerabile su un range debole. Il tuo avversario sa che se chiama, dovrà affrontare un incubo al river. Eppure, per pura inerzia o paura, i giocatori si rifiutano di premere il grilletto, fallendo un exploit clamoroso.
2. Sizing Preflop: smettila di essere un robot programmato per il 2x
Fa impazzire vedere giocatori passare ore a calcolare le pot odds e le size chirurgiche su flop, turn e river, per poi spegnere il cervello preflop.
La size di apertura x2 (il doppio del Grande Buio) è nata per minimizzare i rischi quando si apre con un range largo. E ai tavoli pieni di regular aggressivi che 3-bettano con le stesse frequenze a prescindere dalla tua size, aprire x2 ha perfettamente senso. Stai rischiando il minimo indispensabile.
Ma il poker dal vivo e i tornei online a buy-in bassi o medi sono pieni di giocatori occasionali. Questa è la fauna che vede un'apertura di 2 bui e pensa: "Oh fantastico, è quasi gratis! Posso chiamare con il mio 7♥5♥ e vedere cosa succede". Oppure, peggio ancora, vedono una size piccola e decidono di impazzire con re-raise casuali e mosse imprevedibili.
Se ti trovi a un tavolo del genere, devi prendere il controllo. Hai A♠K♦? Smetti di aprire a 2x per farti chiamare da quattro "calling station" e dover pregare che esca un Asso al flop. Alza il tiro. Apri a 2.5x. Apri a 3x. Contro certi avversari particolarmente ostinati, non è nemmeno un errore fatale andare oltre.
Se sai che chiameranno preflop solo per foldare al 90% delle tue c-bet sui flop in cui non hittano, usa la creatività. Costringili a pagare un prezzo salato per il loro biglietto della lotteria. Taglia le odds implicite. Costruisci il piatto quando hai l'inerzia dalla tua parte.
3. La 3-bet Light per isolare il "bersaglio debole"
Fitzgerald insiste spesso su quanto i giocatori siano passivi quando affrontano aperture da late position. Se il bottone apre sistematicamente ogni volta che l'azione arriva a lui foldata, difendere il Grande Buio solo chiamando è come presentarsi a una sparatoria con un coltellino svizzero.
Una delle giocate più sottovalutate è la 3-bet in bluff o semi-bluff (con mani come K♠9♠ o A♥4♥) mirata specificamente a isolare i giocatori che aprono troppo larghi ma foldano troppo alle aggressioni. Non hai bisogno di aspettare Q♠Q♦ per reagire. Se il bottone ruba con l'immondizia, fagli capire che il tuo buio non è in saldo.
4. Il fold esplorativo al River

Sembra un paradosso parlare di "giocate" riferendosi a un fold, ma l'incapacità di buttare via le carte è la più grande emorragia di fiches nel poker moderno.
Hai A♠Q♣. Il board è A♥T♠7♦3♣2♥. Hai puntato flop, puntato turn, e ora il tuo avversario passivo, che ha solo chiamato per tutta la mano, si sveglia al river e ti rilancia pesantemente.
Il tuo cervello va in cortocircuito. "Ho top pair top kicker! Non posso foldare!" Sì che puoi. Devi. I giocatori amatoriali non trasformano mani con showdown value in bluff al river. Non lo fanno quasi mai. Se un giocatore passivo rilancia al river, ha un set, una doppia coppia magica o una scala che non avevi visto. Foldare la top pair in questi spot è una giocata d'élite che viene costantemente ignorata per via dell'ego.
5. Attaccare i check sui board dinamici
L'ultima freccia che manca alla faretra del grinder medio è l'aggressione spietata quando l'avversario mostra debolezza su board che cambiano volto.
Se l'aggressore preflop fa check dietro al flop su un board connesso, il suo range è debole. Non ha senso lasciargli vedere carte gratuite. Se il turn porta una carta che completa progetti o spaventa (come una overcard), prendere l'iniziativa con una puntata decisa (una donk bet ritardata, o un probe bet) vince il piatto con una frequenza imbarazzante. Non aspettare che ti regalino le chips; vai a prendertele quando ti dimostrano di non volerle.
Il mental game poker: applicare senza paura
Leggere queste dinamiche è facile. Applicarle quando hai il cuore a mille e mezza stack in mezzo al tavolo è un'altra storia. Il vero salto di qualità per gli studenti di ScuolaZizi non sta nel memorizzare questi cinque punti, ma nel trovare il coraggio di premere il tasto "Bet" quando il momento lo richiede.
Osserva i tuoi avversari. Identifica i loro limiti. E la prossima volta che ti trovi al turn contro un range debole, non accontentarti di una puntatina timida. Prendi quel cursore, spingilo in fondo a destra e fagli sentire la pressione.
FAQ: Domande Frequenti
Cos'è un range "capped" (limitato) nel poker? È un range di mani che, per via delle azioni precedenti del giocatore, non può contenere le mani più forti in assoluto (i "nut"). Ad esempio, se un giocatore si limita a chiamare preflop e al flop, è altamente improbabile che abbia Assi o Set, poiché mani così forti avrebbero rilanciato.
Quando è il momento giusto per usare un'overbet in bluff? L'overbet in bluff funziona meglio quando il tuo avversario ha un range palesemente limitato (capped) composto da mani medie, e tu hai un range illimitato (uncapped) che può rappresentare il nut assoluto, specialmente su carte del turn o river che non aiutano i progetti evidenti al flop.
Perché dovrei cambiare la mia size di apertura preflop nei tornei? Se al tavolo ci sono giocatori inesperti che chiamano ogni apertura piccola (x2) con mani deboli, aumentare la size (x2.5 o x3) ti permette di estrarre più valore dalle tue mani forti, ridurre il numero di avversari post-flop e scoraggiare azioni casuali e imprevedibili.
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