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EPT Praga, l'italiano che ha rischiato tutto e ha vinto 847.000€

Di Caf19 febbraio 2026
EPT Praga, l'italiano che ha rischiato tutto e ha vinto 847.000€

Praga, 14 dicembre 2024 - Sono le 3:17 del mattino al King's Casino di Rozvadov. Marco Rossi, 34 anni di Roma, ha appena perso un pot da 400.000 chip contro un tedesco che ha riversato con K-K. Il suo stack è a 8 big blind. Fuori dal tavolo, la fidanzata Silvia non guarda più. "Ero convinto di essere busto," ci racconta Marco due giorni dopo, con la coppa dell'EPT ancora imballata nel trolley. "Poi ho guardato le mie carte. Asso-3. Non è neanche suited. E ho pensato: o ora, o mai più." L'all-in passa. Il tedesco folda. E da lì inizia una cavalcata che nessuno, nemmeno lui, si aspettava. Il pazzo del Day 1 L'EPT Praga Main Event costa 5.300€. Sono 1.247 entries, un record per la tappa ceca. Tra i nomi grossi: Vieira, Bonomo, Kanit. E Marco, che gioca i 5.300€ dopo aver venduto metà delle sue action su un forum svedese. "Non dovevo nemmeno essere lì," ammette. "Avevo deciso di saltare la serie. Poi mercoledì sera, alle 11, ho visto che il Day 1C era ancora aperto. Ho prenotato un volo per le 6 del mattino, ho svegliato Silvia e le ho detto: 'Prepara la valigia, andiamo a Praga.'" Il Day 1 lo chiude con 78.000 chip, poco sopra lo starting stack. Niente di che. Ma è vivo. Il Day 3: "Ho sbagliato tutto" Il problema arriva sabato. Field ridotto a 87 giocatori. Payout a 175.000€ garantiti per il final table. Marco è short, ma ha una posizione: 45 big blind, abbastanza per giocare. "Poi ho fatto la cazzata," dice, e dalla sua voce si sente ancora il brivido. "Ho 3-bettato con J-J contro un polacco aggressivo. Lui 4-betta. Io shippo. Lui ha A-A. Standard, no? Ma io sapevo che lì non dovevo andarci. Lo sentivo." Perde il 70% dello stack. Scende a 12 big blind. Il tavolo 14, quello più in fondo alla sala, diventa il suo inferno per le prossime 4 ore. La mano della vita La mano che cambia tutto arriva alle 2:42 di notte. Blinds 10.000/20.000. Marco ha 245.000 chip, poco più di 12 big blind. Riceve A♠ 3♦ in posizione media. L'italiano in early position (lo chiameremo "Paolo", ha chiesto l'anonimato) limpa. Il tedesco dello small blind completa. Marco guarda le sue carte e pensa: foldo, è troppo debole. Poi guarda il suo stack. Guarda il payout board: 175.000€ per il 9°, 2.100.000€ per il 1°. Pensa ai 5.300€ che non ha. Pensa a Silvia che dorme in hotel perché non sopporta più di guardare. "Ho spinto," dice Marco. "Non era GTO. Non era corretto. Ma a volte il poker non è matematica. È sopravvivenza." Paolo folda. Il tedesco ci pensa 4 minuti. Folda. Marco raddoppia senza showdown. Il Final Table: "Non sentivo le mani" Domenica pomeriggio, ore 14:30. Sei giocatori rimasti. Marco è chip leader con 4.2 milioni. In palio: 847.000€ per il primo, 120.000€ per il sesto. "Non sentivo le mani," ricorda. "Ero seduto lì, guardavo le carte, e non capivo se fossero buone o meno. Silvia era tornata, stava dietro le telecamere. Mi ha mandato un messaggio: 'Respira.' Ho respirato." L'heads-up dura 3 ore e 17 minuti. L'avversario è un professionista olandese, 28 anni, due braccialetti WSOP online. A un certo punto il match è praticamente pari: 9.5 milioni contro 9.5 milioni. L'ultima mano: l'olandese shove da button con Q♠ J♠. Marco ha A♦ 8♣ in big blind. Chiama in 3 secondi. Il board: A♠ 7♦ 2♣ K♥ 4♠. Nessun colore, nessuna scala. L'asso di Marco regge. I numeri, i progetti, le paure I numeri finali: Buy-in: 5.300€ Field: 1.247 entries Payout: 847.000€ (primo), 520.000€ (secondo) Mani giocate: 1.847 (secondo i dati di PokerTracker) All-in chiamati: 23 All-in vinti: 14 (61%) Marco ha venduto il 50% delle sue action. Netto per lui: 423.500€. Tasse escluse. "Ho già pagato i debiti di mio padre," dice. "Gliene avevo parlato un mese fa, gli avevo detto che mi dispiaceva non poterlo aiutare. Mi ha risposto: 'Figlio, pensa a te.' Ora posso pensare a tutti e due." I progetti? "Non lo so. Non ho ancora realizzato. Forse un viaggio con Silvia, non so dove. Forse qualche torneo high roller, giusto per dire di averci provato. Ma niente cambia. Lunedì prossimo sono di nuovo ai tavoli, a grindare i 10€ come sempre." La lezione (secondo Marco) Chiediamo a Marco cosa imparare da questa storia. La sua risposta è immediata: "Non è una storia di coraggio. È una storia di paura. Avevo paura di perdere, paura di non valere, paura di aver sprecato 10 anni della mia vita a giocare a carte. E invece, per una volta, ho avuto paura e ho agito lo stesso. Quella è l'unica differenza." Vuoi raccontare la tua storia ai tavoli? Scrivici a redazione@scuolazizi.com o tagga @scuolazizi su Instagram con il tuo screenshot più bello.

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